I residui degli agrofarmaci: interpretazione dei residui di principi attivi e loro metaboliti

 

Venerdì 03 Agosto 2018 11:43

 

 

Per garantire elevati standard di produzione e al contempo per difendere le colture da attacchi di parassiti, funghi ed insetti, il mondo agricolo ricorre all’impiego di pesticidi; da tempo sono possibili soluzioni più sostenibili favorite dall’evoluzione normativa che fissa tra i propri obiettivi l’uso sostenibile dei pesticidi, con l’intento di coniugare qualità ambientale, qualità dei prodotti e salute dei consumatori.

In questo contesto, è fondamentale la conoscenza della situazione attuale in ambito scientifico, normativo, analitico, produttivo e commerciale.


Focalizzando l’attenzione nell'ambito dell'analisi dei residui di fitofarmaci negli alimenti, si può individuare una importante novità riguardante la definizione di residuo. Come è ormai noto i principi attivi, dopo l'azione sull'organismo target, subiscono una naturale degradazione, formando nella gran parte dei casi specie diverse. Queste ultime possono a loro volta degradare fino a composti molto semplici o possono risultare più stabili delle specie di partenza, restando di conseguenza nell'ambiente e contribuendo all'inquinamento degli alimenti stessi, dei terreni e delle acque.


In ambito europeo, negli ultimi anni, ha assunto sempre più importanza la tendenza ad includere i metaboliti nella definizione di residuo, cioè nella definizione delle specie che, con la loro concentrazione, contribuiscono al valore totale del residuo stesso.

Questo comporta che, nonostante la concentrazione del principio attivo impiegato subisca una decisa riduzione nei tempi di carenza previsti dall'impiego, la presenza dei metaboliti determina un valore di residuo certamente più alto rispetto a quella della specie di partenza, con situazioni critiche nei casi in cui i valori delle concentrazioni ammesse risultino particolarmente restrittivi oppure quando alcuni metaboliti non sono autorizzati su matrice.

L’argomento necessita di attenzione e deve essere tenuto in considerazione in ambito analitico e nella successiva interpretazione dei risultati.


Sempre nell'ambito dell'analisi dei residui di fitofarmaci negli alimenti, si possono individuare certe altre circostanze particolari.


Il caso specifico è riferito ad alcuni analiti che presentano metaboliti i quali, a loro volta, sono registrati come formulati indipendenti dal principio attivo di partenza.

Queste situazioni necessitano di informazioni, puntuali valutazioni, attenta lettura ed interpretazione dei risultati.

Sono molto comuni alcuni esempi che citiamo a seguire:


§ la presenza di Ethirimol (sostanza attiva non autorizzata) può derivare dall'uso del Bupirimate

§ la presenza di Clothianidin può derivare dall'uso del Thiamethoxam

§ la presenza di Triadimefon può derivare dall'uso del Triadimenol

§ la presenza di Omethoate (sostanza attiva non autorizzata) può derivare dall'uso del Dimethoate

§ la presenza di Carbendazim (sostanza attiva non autorizzata) può derivare dall'uso del Tiofanato-Metile.


In questo contesto si inserisce l'attività Agro.biolab Laboratory che, attraverso professionisti esperti, Vi informa e guida, secondo la normativa di riferimento, all’interpretazione attenta dei risultati dell’analisi dei residui di fitofarmaci.

 

Contatti:

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QS - Riconoscimento nuovamente approvato

 

Mercoledì 18 Luglio 2018 10:08

 

 

La valutazione delle prestazioni relative al Ring Test QS – Spring 2018 conferma nuovamente la presenza

di Agro.Biolab Laboratory nell’elenco dei laboratori approvati dal sistema QS Fachgesellschaft Obst- Gemüse-Kartoffeln GmbH.


Per consultare l’elenco completo di tutti gli altri accreditamenti, autorizzazioni e riconoscimenti si rimanda alla sezione "accreditamenti".


 

Contattateci per ogni informazione necessaria all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

Rischio Listeria: le analisi come strumento di prevenzione

 

Venerdì 13 Luglio 2018 17:17

 

 

Tra le malattie infettive di origine alimentare che colpiscono al giorno d’oggi i Paesi occidentali c’è la Listeriosi, un’infezione causata dal batterio Listeria monocytogenes che , anche se rara, comporta elevati tassi di ricovero ospedaliero e mortalità.

Il batterio in questione è molto diffuso nell’ambiente e si trova comunemente nel suolo, nell’acqua, nella vegetazione e nelle feci di numerose specie animali; i cibi contaminati attraverso i quali l’uomo può contrarre la malattia sono sia di origine animale che vegetale. Il microrganismo è stato isolato in: latte crudo, formaggi molli, carne fresca e congelata, pollame, prodotti ittici e prodotti ortofrutticoli crudi.

Come la gran parte dei batteri, la Listeria monocytogenes è sensibile al trattamento termico, tuttavia il range di temperatura per la sua sopravvivenza è molto ampio, in particolare tollera le basse temperature e gli ambienti salati.

 

Di recente, ceppi di Listeria monocytogenes sono stati riscontrati in ortaggi surgelati la cui contaminazione suggerisce o una scarsa efficacia delle procedure di trasformazione delle materie prime oppure una inefficienza dei processi di sanificazione delle superfici di lavoro. La migliore strategia per evitare la diffusione di focolai infettivi è la prevenzione che si può attuare applicando le norme di igiene del processo e monitorando la produzione attraverso controlli microbiologici prestabiliti sia di superfici che dei prodotti nelle diverse fasi di lavorazione.

 

Il decreto n. 3746 del 20 giugno 2014 stabilisce che i prodotti ortofrutticoli di quarta gamma devono soddisfare i requisiti igienico-sanitari minimi, ossia devono essere sottoposti ad almeno due cicli di lavaggio, la temperatura di conservazione delle materie prime, dei semilavorati e dei prodotti finiti deve essere inferiore agli 8°C e la temperatura degli ambienti di lavoro non deve superare i 14°C; è importante quindi attuare un efficace controllo della temperatura lungo tutta la catena di produzione, distribuzione e conservazione degli alimenti, anche in ambiente domestico.

 

Per valutare l’efficacia del processo di trasformazione e la qualità microbiologica del prodotto è necessario effettuare presso laboratori accreditati le analisi microbiologiche indicate nel suddetto decreto che prevede oltre alla Conta e alla Ricerca di Listeria monocytogenes, anche la conta degli E. coli e la Ricerca di Salmonella.

 

Agro.Biolab Laboratory, partner delle aziende agroalimentari, ha da lungo tempo attivato una sezione dedicata ad analisi microbiologiche su alimenti destinati al consumo umano ed animale, acque e campioni ambientali.

Il laboratorio effettua prove accreditate per l'identificazione e quantificazione dei microrganismi patogeni e degli indicatori di igiene nei processi di produzione degli alimenti. Le tecniche analitiche applicate, comprendono un’ampia gamma di metodiche ufficiali ISO, APAT, ISTISAN.

Relativamente all’analisi della Listeria monocytogenes, Agro.Biolab Laboratory, opera secondo il protocollo definito dalle norme UNI EN ISO 11290-2:2017 e UNI EN ISO 11290-1:2017, l’analisi è accreditata ACCREDIA.

 

Le competenze in ambito microbiologico del laboratorio si estendono anche a prove di stabilità e studi di shelf life delle conserve alimentari.

Le prove microbiologiche completano un’ampia offerta di prove chimiche per le quali Agro.Biolab Laboratory opera con efficienza e professionalità al servizio delle imprese del settore agroalimentare.

 

Per maggiori informazioni contattare i nostri referenti commerciali:

 

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Analisi degli alimenti: residui di fitofarmaci e nuovi contaminati derivanti da sorgenti diverse da trattamenti fitosanitari

 

Giovedì 21 Giugno 2018 16:41

 

 

Accanto ai contaminanti alimentari conosciuti ormai da decenni, ne esistono altri individuati solo di recente, i cosiddetti contaminanti emergenti.

 

L’acqua, il suolo ed i fertilizzanti sono oggi considerati come nuove potenziali fonti di contaminazione negli alimenti.

 

Tra le nuove sostanze che destano apprensione per i possibili effetti sanitari e ambientali, è da citare il Perchlorate, che può avere diverse origini (ad es. fertilizzanti a base di nitrati, degradazione dell'ipoclorito di sodio usato per disinfettare l'acqua, ecc).

Un ampio monitoraggio condotto dalle autorità preposte ha indicato che la presenza di Perchlorate negli alimenti, in particolare nella frutta e nella verdura, è più diffusa di quanto inizialmente previsto, di qui la necessità, per alcuni mercati, di effettuare un controllo attento.

 

Anche il Chlorate, una sostanza che in passato è stata utilizzata come diserbante e bandita all'interno dell'Unione Europea dal maggio 2010, è uno dei contaminati emergenti degli alimenti.

I residui di Chlorate possono provenire dall'impiego di acqua clorata durante la trasformazione degli alimenti e dalla disinfezione dei macchinari a ciò destinati.

 

Molte sostanze disinfettanti in uso nelle aziende agroalimentari contengono, inoltre, Sali di ammonio quaternari (QACs): si tratta di composti chimici molto efficaci come antimicrobici utilizzati nelle procedure di igienizzazione lungo la catena alimentare. In alcuni paesi non europei si utilizzano formulati contenenti sali di ammonio quaternario in post-raccolta su frutta, per le loro proprietà fungicida e battericida. L’esposizione alimentare cronica alle sostanze suddette per le autorità europee è fonte di preoccupazione, pertanto il livello di attenzione nel monitoraggio degli stessi è cresciuto notevolmente.

 

Anche l’analisi dei residui di fitofarmaci, ha avuto nel tempo molte evoluzioni per via del crescente numero di principi attivi utilizzati, della complessità delle matrici analizzate e della necessità di monitorate sostanze a livelli di concentrazione molto bassi. Oggi le tecniche di GC-MS/MS e di LC-MS/MS unitamente ad estrazione con metodo QuEChERS permettono di ottenere un’eccellente selettività, sensibilità, accuratezza e riproducibilità del dato; un apporto fondamentale è dato, inoltre, dall'esperienza e dalla formazione del personale addetto.

 

Agro.Biolab Laboratory è riconosciuto a livello europeo come laboratorio di alta specializzazione nell’ambito delle analisi dei contaminanti. Il laboratorio ha da sempre orientato le attività di sviluppo verso la messa a punto di nuovi metodi di analisi accreditati sia per un consistente numero di contaminanti emergenti che per corposi screening di residui di fitofarmaci, al fine di assicurare performance coerenti con le necessità del mercato globale.

 

 

Per informazioni e preventivi scrivete a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

   

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